Vinili per l’umanità: Zero Freitas

«We hope people will be able to select records through our collection and listen to the music. The relationship people have with certain songs is subjective and personal. I want to share this with people and make it possible for them to recall their memories.» (Zero Freitas).

La passione talvolta diventa ossessione e l’ossessione può sfociare in una vera e propria mania da 6 milioni di vinili. Questa è la storia dell’imprenditore brasiliano Zero Freitas, che oggi è l’uomo che possiede la collezione di dischi più ampia al mondo.

La sua compulsione nell’acquistare vinili nasce dall’infanzia: infatti sin dalla tenera età Zero è appassionato di musica e a 5 anni suo padre gli regala il suo primo stereo; in poco tempo aveva già 200 album. Comprò il suo primo vinile nel Dicembre 1964, una versione di Canta Para a Juventude di Roberto Carlos, uno dei cantati più famosi in Brasile al tempo. Subito dopo vennero gli LP dei Beatles, dei Rolling Stones, di Ray Charles, di Frank Sinatra, di Tony Bennett, di Doris Day e di molti artisti brasiliani del movimento musicale Tropicalia. Quando terminò le scuole superiori il ragazzo possedeva già 3.000 dischi. Dopo il diploma, Zero decise di lavorare per l’impresa di famiglia, che possedeva una linea privata di bus; l’attività nei dieci anni successivi crebbe sempre di più e l’imprenditore si arricchì notevolmente.

 A 30 anni l’uomo possedeva circa 25.000/30.000 vinili, che oramai invadevano casa, tanto che doveva custodirli in camera della figlia. Forse è proprio per questo motivo che la moglie gli chiese il divorzio, e da questo momento in poi i suoi acquisti si fecero sempre più intensi, diventando una vera e propria sindrome, tanto che lo stesso Freitas ha ammesso che da anni va in terapia per cercare di capite il motivo di questa sua ossessione compulsiva, ma non l’ha ancora trovato.

Quella di Zero Freitas, però, non è una semplice passione fine a se stessa, ma un obiettivo ben più ambizioso: recuperando, raccogliendo e conservando i vinili, vuole preservare la memoria, perché la musica è la sola capace di evocare ricordi, che sono unicamente personali e soggettivi. Per l’uomo, i vinili custodiscono la storia, salvano la memoria dall’oblio e sia la melodia che l’immagine della copertina ci portano indietro nel tempo, ricordandoci la versione infantile di noi stessi e le emozioni annesse.

La sua ricerca si concentra soprattutto nel recupero della musica del suo Paese, perché è facilmente disperdibile; mentre, infatti, la cultura Occidentale, specialmente quella americana, ha sviluppato una sorta di culto della memoria, che ha facilitato la digitalizzazione della musica, che copre almeno 80%, in Brasile, invece, la musica digitalizzata arriva al 20%. Dunque, la maggior parte della musica tradizionale brasiliana, ma anche quella africana e sudamericana, è destinata a passare nel dimenticatoio.

Spesso, la gente pensa che la musica digitale abbia una risoluzione auditiva qualitativamente migliore rispetto a quella su formato fisico, ma per Freitas è diverso «the digital is useful but people get more emotional while listening to the analogue source. The sound is dirtier but warmer. The meaning of vinyl has thus shifted from poor to rich».

Negli anni Freitas ha accumulato migliaia e migliaia di vinili, recuperandoli all’interno del mercato di seconda mano, nei negozi specializzati e collaborando con numerose università: oggi possiede quasi 6 milioni di 33 giri, che acquista con una media di 500 al giorno. I dischi sono custoditi in un magazzino di 2.000 metri quadri e il collezionista è affiancato da un team di 12 persone che gestiscono gli acquisiti e si occupano dell’igienizzazione e catalogazione dei vinili.

Sembrava essere solo una personale ed un po’ folle ossessione, ma è diventata un vero e concreto fenomeno culturale: infatti, l’obiettivo di Freitas è quello di creare un archivio di vinili mondiale dal nome «Emporium Musical». Il progetto ha il supporto e anche la collaborazione della Columbia University e lo scopo è quello di creare una grandissima discoteca aperta a tutti, dove le persone possono ascoltare liberamente la musica: un luogo dedicato non solo all’ascolto delle note musicali, ma anche dei ricordi e delle emozioni.

Freitas, però, non si considera un collezionista e cerca di avere pochi contatti con i collezionisti del settore, perché la maggior parte di loro sono persone pazze e noiose.

Inoltre, l’uomo non pensa ai vinili come un qualcosa che gli appartiene, perché i suoi 33 giri appartengo a tutti noi, sono a disposizione dell’umanità intera e destinati a durare; infatti, il vinile è un supporto molto resistente e, se conservato lontano dalla luce del sole e a una temperatura controllata, è in grado di mantenersi integro per sempre.

Quella che sembrava essere una malattia si è trasformata in una incredibile operazione dalla portata storica e culturale, e quella di Zero Freitas è la storia di un uomo, che davanti ad un vinile è capace di emozionarsi come un bambino, e che è riuscito a trasformare le proprie emozioni in un patrimonio collettivo mondiale.



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